Correte sotto la pioggia

C'è un istinto quasi universale nei bambini piccoli, che tende a scomparire crescendo: la voglia di correre fuori appena inizia a piovere, saltare nelle pozzanghere, sentire le gocce sulla pelle, invece di correre a ripararsi. Questa carta invita a recuperare consapevolmente quell'istinto, trasformandolo in un'esperienza guidata di immersione diretta nel meteo, invece che in qualcosa da evitare per principio.
In Norvegia e più in generale nei paesi scandinavi esiste un concetto culturale specifico per questo atteggiamento: friluftsliv, che significa letteralmente "vita all'aria aperta", un termine reso popolare già a metà Ottocento dal drammaturgo Henrik Ibsen ma che affonda le proprie radici in una tradizione molto più antica. Il principio centrale del friluftsliv, riassunto in un proverbio molto citato in tutta la regione, è che "non esiste cattivo tempo, esistono solo vestiti sbagliati": la pioggia, il freddo, la neve non sono ostacoli all'attività all'aperto, ma condizioni a cui adattarsi con l'abbigliamento giusto, continuando comunque a vivere gran parte della giornata all'esterno. Negli asili norvegesi, coerentemente con questo principio, i bambini escono a giocare all'aperto in praticamente ogni condizione meteorologica, non solo nelle giornate di sole.
Dal punto di vista sensoriale, la pioggia offre una stimolazione che nessun'altra condizione atmosferica riesce a replicare: il suono delle gocce che cambia a seconda della superficie su cui cadono (foglie, asfalto, metallo), l'odore caratteristico della terra bagnata dopo un periodo di siccità — un fenomeno che ha perfino un nome scientifico preciso, il "petrichor", dovuto in parte a un composto chimico chiamato geosmina rilasciato dai batteri del suolo — la sensazione tattile delle gocce sulla pelle, il modo in cui la luce cambia sotto un cielo nuvoloso. Correre e giocare sotto la pioggia, in condizioni di sicurezza (senza fulmini, con un abbigliamento adeguato), è un modo diretto per sperimentare tutti questi stimoli contemporaneamente, in un momento di gioco fisico e liberatorio.
Esiste anche un valore psicologico specifico in questa esperienza: molti bambini e ragazzi associano il maltempo esclusivamente a un fastidio, un ostacolo ai propri piani, qualcosa da subire chiusi in casa. Proporre un'esperienza positiva e giocosa proprio nelle condizioni normalmente considerate "sfavorevoli" aiuta a costruire un rapporto più flessibile e meno ansioso con gli eventi meteorologici in generale — una competenza non banale in un'epoca di cambiamento climatico, in cui eventi meteorologici intensi diventeranno probabilmente sempre più frequenti nel corso della vita di questi ragazzi.
Naturalmente questa attività richiede alcune accortezze pratiche di sicurezza: va evitata in presenza di temporali con fulmini o vento forte, richiede un abbigliamento impermeabile adeguato per evitare il raffreddamento eccessivo, e va limitata nel tempo soprattutto nelle giornate più fredde. Con queste precauzioni, però, resta un'attività a basso costo e a bassissima soglia di accesso — non richiede attrezzatura speciale, solo la disponibilità a vivere il maltempo come un'opportunità invece che come un contrattempo.
Per una classe, un'attività semplice è organizzare un'uscita breve durante una giornata di pioggia leggera (informando in anticipo le famiglie per permettere un abbigliamento adeguato), con un piccolo obiettivo sensoriale guidato — per esempio, riconoscere ad occhi chiusi tre suoni diversi prodotti dalla pioggia su superfici diverse — invece di lasciare che l'uscita sia percepita solo come "stare bagnati per gioco".
Il profumo caratteristico della pioggia in arrivo, o della terra appena bagnata dopo un temporale, merita una menzione a parte: gli scienziati lo chiamano "petrichor", un termine coniato nel 1964 da due ricercatori australiani, Isabel Joy Bear e Richard Thomas, che per primi ne studiarono l'origine chimica. L'odore è dovuto in parte alla geosmina, una sostanza prodotta da batteri del suolo (gli attinomiceti), rilasciata nell'aria quando le prime gocce colpiscono la terra secca: il naso umano è straordinariamente sensibile a questa molecola, capace di percepirla anche a concentrazioni bassissime, un dettaglio che secondo alcuni ricercatori potrebbe derivare da un vantaggio evolutivo antico, legato all'importanza dell'acqua per la sopravvivenza dei nostri antenati.
Riferimenti
Paper: Bear, I.J. & Thomas, R.G. (1964). "Nature of Argillaceous Odour." Nature 201, 993–995 (origine del termine "petrichor").
Web: Friluftsliv: there is no such thing as bad weather, only bad clothing
Web: Friluftsliv: Living well with nature — Early Childhood Outdoors
Web: L'effetto liberatorio di giocare all'aperto sotto la pioggia — Parent.com
Video
Cercare su YouTube "friluftsliv Norway kindergarten" per documentari brevi sull'educazione all'aperto norvegese in ogni condizione meteorologica.
Associazioni
Associazioni di outdoor education e "scuole nel bosco" italiane: molte adottano esplicitamente il principio scandinavo del friluftsliv, proponendo attività in ogni stagione e condizione meteo.
CAI — Club Alpino Italiano (sezioni giovanili): propone spesso attività all'aperto indipendenti dal meteo, con un approccio simile.
Ambasciate e istituti culturali dei paesi nordici in Italia (es. Istituto Italiano di Cultura in Norvegia, o le rispettive ambasciate scandinave in Italia): occasionalmente promuovono materiali divulgativi sul friluftsliv.