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Fortissime formiche

21 ago
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 10 ott


Le formiche sono tra gli insetti più diffusi del pianeta: si stima che il loro numero complessivo sia dell'ordine di milioni di miliardi di individui, distribuiti su ogni continente tranne l'Antartide. La loro forza, in proporzione al corpo, è leggendaria: una formica operaia può sollevare e trasportare un carico decine di volte superiore al proprio peso corporeo. Le formiche tagliafoglie, in particolare, riescono a trasportare frammenti di foglia fino a 50 volte il loro peso, l'equivalente, per un essere umano adulto, di sollevare un'automobile e correre con quella sulle spalle.



Le formiche tagliafoglie (genere Atta e Acromyrmex, diffuse in America centrale e meridionale) non mangiano direttamente le foglie che tagliano: le usano come fertilizzante per coltivare un fungo, che rappresenta il loro vero alimento. Portano i frammenti nel formicaio, li masticano fino a ridurli in poltiglia e li usano per costruire vere e proprie "aiuole" sotterranee, che curano rimuovendo muffe indesiderate e parassiti. Questo comportamento rende le formiche tagliafoglie tra i pochissimi animali, oltre all'essere umano, capaci di praticare una forma di agricoltura — e lo fanno da circa 50 milioni di anni, molto prima che l'uomo iniziasse a coltivare la terra.


Una colonia di formiche tagliafoglie può contare milioni di individui e occupare un nido sotterraneo esteso più di 30 metri, con gallerie e camere specializzate per diverse funzioni: crescita del fungo, deposito dei rifiuti, allevamento delle larve. Il peso complessivo di una colonia può eguagliare quello di una mucca, e la quantità di vegetazione che consuma in un anno è paragonabile. Per questo le formiche tagliafoglie sono considerate tra i principali "ingegneri di ecosistema" delle foreste tropicali: modificano fisicamente l'ambiente in cui vivono, smuovono e arieggiano il terreno con le loro gallerie, e influenzano la distribuzione dei nutrienti nel suolo.


Non tutte le formiche coltivano funghi: molte specie sono predatrici, altre raccolgono semi, altre ancora allevano afidi per raccoglierne la melata zuccherina, proteggendoli dai predatori come si farebbe con un piccolo allevamento. In Europa, e anche in Italia, si possono osservare esempi diretti di questi comportamenti. La formica rossa dei boschi (Formica rufa), diffusa dal Regno Unito alla Siberia e presente anche sulle Alpi e sugli Appennini, costruisce grandi nidi a cumulo — fatti di aghi di pino e rametti, alti anche un metro e abitati da oltre mezzo milione di individui — ed è una delle principali "guardie del corpo" naturali dei boschi: pattuglia le chiome degli alberi predando bruchi e altri insetti dannosi, mentre alleva afidi per la melata, proteggendoli a propria volta. È talmente efficace nel controllo dei parassiti forestali che a partire dal 1958 colonie di formica rossa prelevate dalle Alpi sono state trapiantate in diverse foreste dell'Appennino proprio per proteggere gli alberi dagli insetti nocivi, un caso precoce di controllo biologico dei parassiti; oggi la specie è protetta per legge in diverse regioni italiane, tra cui il Piemonte. Nelle zone più calde e aride del Mediterraneo, invece, si trovano colonie di formica granaria (Messor barbarus), che raccoglie e immagazzina fino a decine di migliaia di semi in vere e proprie "granaglie" sotterranee: nel trasportarli, e nello scartare i semi meno adatti lungo il tragitto, contribuisce a disperderli nel paesaggio, un servizio ecologico chiamato mirmecoria.


Un caso estremo è quello delle formiche legionarie (o formiche guerriere), che non costruiscono un formicaio fisso: si spostano in colonne di centinaia di migliaia di individui e, ogni notte, formano un "bivacco" temporaneo aggrappandosi l'una all'altra con le proprie zampe, creando con i loro corpi una struttura vivente che protegge la regina e le larve fino all'alba.


La diffusione delle formiche sul pianeta è difficile da immaginare: uno studio del 2022, che ha raccolto dati da centinaia di ricerche sul campo in tutto il mondo, ha stimato che in ogni momento sono vive sulla Terra circa 20 milioni di miliardi di formiche, per una biomassa complessiva di circa 12 milioni di tonnellate di carbonio secco — più del peso combinato di tutti gli uccelli selvatici e tutti i mammiferi selvatici del pianeta messi insieme. Sono state descritte dalla scienza più di 15.000 specie diverse di formiche.


In ogni caso, ovunque vivano, le formiche smuovono e areano il terreno, disperdono semi e riciclano materia organica, contribuendo alla fertilità del suolo in modo silenzioso ma costante.


Per l'agroecologia le formiche sono spesso alleate preziose: aerano naturalmente il terreno, aiutano a controllare le popolazioni di altri insetti — come fa la formica rossa nei boschi — e, disperdendo semi come la formica granaria, favoriscono la rigenerazione della vegetazione. Osservare la presenza e la varietà di formiche in un campo o in un bosco è, per gli agronomi, un piccolo indicatore della salute del suolo.




Riferimenti

  • Collegamenti curricolari: scienze naturali (organizzazione sociale, simbiosi, ecosistemi del suolo); storia/educazione civica (confronto tra "agricoltura" delle formiche e nascita dell'agricoltura umana, per riflettere su cooperazione e organizzazione del lavoro).

  • Fonti per approfondire in classe: documentari sulle formiche tagliafoglie (es. serie naturalistiche BBC/Nat Geo facilmente reperibili), articoli divulgativi Smithsonian citati sopra.

  • Spunti critici: il paragone "le formiche fanno agricoltura come noi" è un'analogia utile ma va usata con cautela — le formiche non pianificano o innovano come farebbe un agricoltore umano, agiscono per istinto selezionato nel corso di milioni di anni. Buona occasione per discutere la differenza tra comportamento istintivo (per quanto sofisticato) e intelligenza/pianificazione cosciente.

La fattoria di classe (echo della fungicoltura delle formiche tagliafoglie) — Per due settimane, la classe si prende cura insieme di una piccola coltivazione (germogli, un'erba aromatica in vaso) con turni di responsabilità a rotazione: chi porta il materiale, chi cura la pianta, chi controlla muffe o parassiti — proprio come le formiche che coltivano il fungo in squadra.


Sollevare insieme (echo della forza collettiva) — In famiglia o a scuola, provate a spostare un oggetto pesante prima da soli, poi in gruppo suddividendo lo sforzo. Discutete quanto diventa più facile un compito impossibile per uno solo quando è condiviso da una squadra — lo stesso principio dietro la forza delle formiche tagliafoglie.


Il bivacco umano (echo delle formiche legionarie) — Gioco di gruppo: la classe deve proteggere un oggetto fragile (o un compagno "bendato" che rappresenta la regina e le larve) formando per un minuto una struttura fisica con i propri corpi e braccia collegati, senza usare nient'altro che sé stessi.





 
 
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