Le galline sanno volare!
Aggiornamento: 11 ott

La maggior parte delle persone, quando va bene, conosce le galline come animali da cortile intenti a razzolare nella terra in cerca di cibo, oppure, sempre più spesso, come animali chiusi in gabbia o in spazi molto ristretti negli allevamenti intensivi — due contesti in cui, di fatto, non capita quasi mai di vederle alzarsi in volo. Data questa immagine così diffusa, quasi nessuno si aspetta che le galline sappiano volare. Eppure, in modo sorprendente per molti, le galline sanno davvero volare — anche se non a lungo e non in alto, ma quanto basta per raggiungere il ramo di un albero e passarci la notte al sicuro, esattamente come facevano e fanno tuttora i loro antenati selvatici.
Le galline domestiche discendono dal gallo bankiva (o gallo dorato del Bengala), un uccello selvatico che vive tuttora nelle foreste del Sud-est asiatico. Il gallo bankiva trascorre il giorno a terra, razzolando in cerca di semi e insetti, ma al calare della notte vola fino ai rami di un albero, dove si appollaia lontano da volpi, serpenti e altri predatori terrestri: un comportamento di appollaiamento notturno documentato negli studi sul campo su questa specie ancora oggi.
Per molto tempo si è pensato che l'addomesticazione della gallina risalisse a circa 8000 anni fa, ma una vasta ricerca internazionale pubblicata nel 2022, basata sull'analisi di reperti provenienti da oltre 600 siti archeologici in 89 paesi, ha rivisto radicalmente questa data: le prime ossa di galline sicuramente domestiche risalgono a circa 3.500 anni fa, ritrovate nel sito di Ban Non Wat, in Thailandia. Secondo questo studio, l'addomesticazione sarebbe legata alla diffusione della coltivazione del riso e del miglio: la disponibilità di cereali coltivati e immagazzinati dall'uomo avrebbe attirato i galli bankiva selvatici vicino agli insediamenti umani, avviando gradualmente il processo che ha portato alla gallina domestica. Qualunque sia stato il momento esatto, da allora questo istinto non è scomparso: è rimasto scritto nel comportamento delle galline, anche in quelle allevate oggi nei cortili di tutto il mondo, che continuano a cercare un posto rialzato dove appollaiarsi per la notte quando ne hanno la possibilità. La capacità di volo vera e propria, però, è cambiata molto a seconda della razza: le razze più leggere, come la Livornese, riescono ancora a spiccare voli brevi ma efficaci, sufficienti a superare recinzioni alte anche più di un metro e ottanta; le razze pesanti selezionate per la produzione di carne, come alcuni ibridi da allevamento intensivo, hanno un corpo così sviluppato in petto e cosce da rendere il volo estremamente difficile o quasi impossibile.
Le galline sono, con ampio margine, l'uccello più numeroso della Terra: le stime più recenti indicano una popolazione mondiale di circa 25-30 miliardi di esemplari in un dato momento, più del triplo rispetto a trent'anni fa, un numero che supera di gran lunga quello di qualunque uccello selvatico. Questa enorme diffusione è anche il motivo per cui il tema del loro comportamento naturale e del loro benessere riguarda, su scala globale, un numero di animali superiore a qualsiasi altra specie allevata dall'uomo.
L'Italia ha una lunga tradizione di allevamento avicolo con razze autoctone diverse dalla Livornese, ciascuna selezionata nel corso dei secoli in un contesto rurale diverso. La Padovana, dal caratteristico ciuffo di piume sulla testa, era già descritta e illustrata nell'opera Ornithologiae del naturalista Ulisse Aldrovandi nel 1600, ed è oggi apprezzata più come razza ornamentale che da produzione intensiva. La Valdarnese, originaria della Val d'Arno in Toscana e documentata fin dal 1899, è nota per la sua rusticità e capacità di adattarsi a condizioni climatiche difficili, caratteristiche tipiche delle razze rurali tradizionali, meno selezionate per la crescita rapida rispetto agli ibridi moderni e quindi generalmente più leggere e più capaci di volare e appollaiarsi.
La perdita parziale della capacità di volare non riguarda solo le galline: anche tacchini, oche e alcune razze di anatra domestica, selezionati per secoli per la resa in carne o per la loro mole, hanno visto ridursi in modo simile l'abilità di alzarsi in volo rispetto ai loro progenitori selvatici. È un pattern comune nella domesticazione degli uccelli da cortile: più un animale viene selezionato per crescere rapidamente e accumulare massa muscolare, meno energia e struttura corporea gli restano per sostenere il volo, un comportamento che, non dovendo più sfuggire a predatori in un ambiente controllato dall'uomo, perde gradualmente la sua utilità evolutiva. Le razze rurali italiane, proprio perché meno spinte in questa direzione, restano un patrimonio genetico prezioso anche per studiare quanto del comportamento naturale ancestrale sia stato conservato negli animali domestici.
Proprio questa selezione, orientata quasi esclusivamente verso la crescita rapida e la resa in carne o uova, è al centro di un tema di benessere animale sempre più discusso: negli allevamenti intensivi tradizionali, le galline non hanno accesso a posatoi o strutture rialzate su cui appollaiarsi, impedendo loro di esprimere questo comportamento naturale radicato da milioni di anni di evoluzione. Per questo motivo, le normative europee sul benessere animale richiedono oggi, per le galline ovaiole, la presenza di posatoi adeguati — almeno 15-18 centimetri di spazio per gallina — proprio per permettere loro di soddisfare il bisogno comportamentale di appollaiarsi durante la notte, un piccolo ma concreto passo verso allevamenti più rispettosi del comportamento naturale di questi animali.
Riferimenti
Web: Can chickens fly? They might not be as grounded as you think — Discover Wildlife
Paper: Peters, J. et al. (2022). "The biocultural origins and dispersal of domestic chickens." PNAS 119(24), e2121978119.
Web: Effects of domestication on responses of chickens and red junglefowl to conspecific calls — PMC
Web: Perch Design and Welfare in Laying Hens — Zootecnica International
Normativa: Council Directive 1999/74/EC e Implementing Regulation (EU) 2020/464 — standard minimi per la protezione delle galline ovaiole.
Approfondimenti teorici
Collegamenti curricolari: scienze naturali (addomesticamento, comportamento animale, etologia); educazione civica (benessere animale, normative europee, filiere alimentari).
Fonti per approfondire in classe: confronto tra immagini/video di galline in un allevamento all'aperto con posatoi e in un allevamento intensivo, per una discussione guidata sul benessere animale.
Spunti critici: la presenza di posatoi nelle "gabbie arricchite" previste dalla normativa europea è un miglioramento rispetto alle gabbie tradizionali, ma resta comunque molto limitata rispetto a un ambiente naturale: le associazioni per il benessere animale sottolineano che anche negli allevamenti "a norma" molti altri comportamenti naturali (razzolare, fare bagni di polvere, muoversi liberamente) restano fortemente limitati. Buona occasione per discutere con la classe la differenza tra "rispettare il minimo di legge" e "garantire un reale benessere".
Esperienze
Il posatoio (echo dell'appollaiamento naturale) — Se possibile (galline di famiglia, vicini, fattoria didattica), osservare dal vivo come le galline si appollaiano la sera; in alternativa, guardare insieme un video e discutere cosa manca in un allevamento intensivo rispetto a questo comportamento naturale.
Cosa ci impedisce di fare ciò che è naturale per noi? (echo del benessere animale) — Discussione in famiglia o in classe: elencate un comportamento "naturale" per un ragazzo (giocare all'aperto, muoversi liberamente, dormire secondo i propri ritmi) che a volte viene impedito da orari o spazi troppo rigidi, e confrontatelo con il caso delle galline senza posatoi — un parallelo rispettoso per parlare di benessere animale.